18 mar 2013

Malamegi Lab - concorso arte e design ISCRIVITI - it

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17 mar 2013

Daqing Highway Passenger Transportation Hub / Had Architects

Architects: Had Architects
Location: , Heilongjiang, China
Design Team: Tang Jiajun, Wang Conglong, Ji Qiang
Area: 29,576 sqm
Year: 2010
Photographs: Wei Shuxiang and Tang Jiajun












Daqing Highway Passenger Transportation Hub is in the intersection between Century Avenue and Longfeng Street. Its main building consist of a three-storey station house and a fourteen-storey information center, and they are connect together harmoniously. The overall project construction area is nearly 30,000 square meters, and is designed in early 2009, completed in late 2010.

Daqing City is famous for China’s largest oil city, and it is located in the northern alpine zone, which has great geographical features. In this case we try to breakthrough the traditional traffic building mode, and give the passenger building some cultural connotations. So the shape of building is from the ice and snow culture, and considered Northeast snowy landform features, white shapes post and down like winter hill standing above the earth, which have beautiful profile. The details of the building facade form like branch with steel structure, so enrich the level of the facade and also strengthen the design concept. The interior space of passenger transportation highlights the open and transparent feelings, with a three-storey hall, which linked the function of each space, providing a good flow line and great view.



The passenger transportation building is made mainly with steel structure, and set some of the concrete structure. The steel structure is the way to achieve the complex facade shape and large-span roof. And the steel structure combine with concrete structure to support the formation of a stable structural system.








15 mar 2013

Halley VI: World's First Relocatable Research Centre



 Halley VI, the world's first re-locatable research facility, has officially opened last month. The new research station is designed by Hugh Broughton Architects with AECOM and constructed by Galliford Try for the British Antarctic Survey (BAS).

Halley VI pushes the boundaries of design in a life critical environment, creating a beacon for sustainable living in the Polar Regions to draw attention to some of the most significant science conducted on our planet.



 Halley VI is the product of an extraordinary and intense 8-year collaboration with BAS which began with an international competition-winning design for a modular facility. The challenge was to create excellent laboratory and living accommodation that was capable of withstanding extreme winter weather, of being raised sufficiently to stay above metres of annual snowfall, and of being relocated inland periodically to avoid being stranded on an iceberg as the floating ice shelf moves towards the sea



 The new research station, which replaces the 20-year old Halley V facility, is the sixth to be built on the floating Brunt Ice Shelf in a region that has established itself as an important natural laboratory for studying the Earth's magnetic field and the near-space atmosphere. It was data from Halley that led to the 1985 BAS discovery of the ozone hole.







The £25.8 million station is built with an innovative concept featuring hydraulically elevated ski based modules, ensuring the station can be relocated inland periodically as the ice shelf flows towards the sea. The station combines seven interlinking blue modules used for bedrooms, laboratories, offices and energy plants, with a central two-storey red module featuring a double-height light filled social space. Interiors have been specially designed to support crew numbers ranging from 52 in summer to 16 during the three months of total darkness in winter when temperatures at the base drop as low as -56C

10 mar 2013

ARCHICURA


Il canto della terra
Ampliamento della cascina Adelaide a Barolo







A Barolo si schiude un evento per la vite che, cresciuta sulle basse colline delle Langhe, sazia di luce e di sole, dona l’uva, canto della terra. Ma è sotto una verde coltre, morbida come i paesaggi circostanti, che, in una oscurità misteriosa, nasce una nuova segreta architettura. In uno strato di terra che sta a metà tra il cielo e le radici dei vigneti, nasce di questa nuova cantina il cui progetto prende forma quasi seguendo i percorsi naturali della metamorfosi che porta l’uva a trasformarsi in vino brillante.



 l progetto si inserisce con grande delicatezza e sensibilità ambientale al fondo di una valle, concluso tra una strada vicinale ed il piccolo Rio della Fava. Proprio l’attenta ricerca e sensitività nei
confronti delle colline circostanti ha suggerito ai progettisti un volume completamente coperto di terreno inerbito, con l’impostazione del piano generale dell’ampliamento a quota di – 5,50 metri circa sotto il livello dell’esistente cascina Adelaide.
Il nuovo e silenzioso volume, in questo modo, si avvicina a quello esistente con riservatezza, ma con la forza di un’architettura nuova e contemporanea. L’ampliamento emerge solo con una altezza
minima (m. 2,5) verso l’estremità nord (a valle), la copertura verde, poi, allontanandosi dal fabbricato esistente, scende fi no a terra, raccordando morbidamente il nuovo volume con il piano di campagna esistente, creando una piccola aia ad arco: con questa distribuzione il volume si estende come una piccola cresta di collina che scende verso valle come tutte le dorsali delle colline delle Langhe.




L’edifi cio si presenta così come una dorsale allungata ed affusolata, totalmente interrato con una copertura composta da impermeabilizzazione con guaine poliolefi niche con sovrastante protezione di manto in terra vegetale dello spessore minimo di cm 40, oltre ai diversi strati drenanti, isolanti e protettivi. L’ultimo strato, in terreno vegetale, è inerbito con sistemi speciali stabilizzati e raccordato con il terreno limitrofo verso il rio in modo da defi nire e riordinare con morbide modellazioni di raccordo la copertura della cantina con l’infossamento esistente del rio naturale senza sfi orarne i cigli che rimangono quelli naturali.



Ma la lievitazione della piccola dorsale di copertura richiede uno squarcio di terra che sollevandosi apre sul lato ovest lungo la strada una grande apertura della terra che si solleva per lasciare visibile il portico di ingresso ed il cortiletto circolare. Il cortiletto circolare cattura l’attenzione di chi perviene da valle presentando una parete trasparente ove si aprono gli accessi degli operatori, delle
merci, dei mezzi meccanici. Il percorso prosegue verso il ventre dell’edifi cio ove avviene la trasformazione dell’uva in vino per ri-uscire dallo stresso portico ove ha prima trovato l’accesso. “La fermentazione e la trasformazione del frutto uva ha provocato la lievitazione del terreno di copertura”.
L’unica emergenza del complesso nasce da una tasca aperta verso la collina, in diretta ammirazione della terra da cui nasce il frutto prezioso delle viti: è il luogo della degustazione e di rappresentanza dal quale si può scendere nella cantina sottostante, oppure, all’esterno, seguendo un percorso sinuoso che riporta al punto di ingresso principale nell’aia circolare.
E’ un edifi cio “di terra” che canta il trionfo del frutto della vite.





Tecnologia della costruzione:
La costruzione è eseguita con la polvere di “terra cotta in alti forni rotanti“ impastata con acqua ed essenze litoidi di diversa granulometria del tanto disprezzato “cemento”.


La struttura portante è coperta di terreno vegetale con interposizioni di strati protettivi ed impermeabilizzanti con guarnizioni di protezione delle estremità delle strutture, in lamiere di rame di intenso colore verde, stabilizzate chimicamente con solfati, proprio come si tratta la vite per difenderla dai parassiti.
Lo strato di copertura di terra vegetale è mantenuto vivo con un sistema particolare di irrigazione automatica che assicura un completo manto sempreverde. Questo sistema prevede, a soli
30 cm di profondità, dei sistemi continui di contenitori di acqua che, evaporando con la temperatura forniscono di acqua l’apparato radicale del tappeto erboso.





Le pareti vetrate, verso la fronte nord sono sostenute da strutture in leghe metalliche scarsamente visibili dall’esterno in modo da non apparire con troppo peso nelle scansioni dei volumi vetrati ma che evidenziano le superfi ci vetrate continue.
Le superfi ci vetrate per illuminazione e ventilazione degli spazi destinati alle lavorazioni (vinifi cazione, imbottigliamento, confezioni,) rispettano la dimensione di 1/8 della superfi cie di pavimento pur tenendo presente che sono utilizzati impianti di ventilazione meccanica automatizzata mediante sensori di CO2, con immissione di aria fresca a temperatura ambiente e con spazi per invecchiamento climatizzati come richiesto dalla più approfondita tecnica di produzione vinicola che richiede appropriati gradi di umidità relativa. Ogni campata della struttura (maglia di 8×8 ml) è chiusa verso la fronte del Rio della Fava mediante parete controterra in calcestruzzo impermeabilizzato. Su questa parete si innesta una apertura a bocca di lupo che affi ora fino al manto erboso soprastante per aprire una corrente d’aria controllata per ogni campata sottostante.
La coda verso valle dell’edifi cio ipogeo riduce la altezza interna iniziale (5,50m), che risulta degradare fi no al livello più basso, di copertura della rimessa a nord, raggiungendo i soli 2,00m.
I divisori interni sono elevati con strutture di acciaio inox e legno con vetri in parte acidati o trasparenti a seconda delle necessità visive.
La sala degustazione del piano superiore, accessibile dal piano generale dell’aia della preesistente cascina Adelaide, è pavimentata con legno moganoide ad alto spessore con struttura di sostegno in nervature inox.
Dati

Progetto architettonico: arch. Ugo Dellapiana, Paolo Dellapiana & Francesco Bermond des Ambrois
architetti – archicura, Torino
Realizzazione: settembre 2002 – giugno 2004
Committente: Cascina Adelaide di Amabile Drocco, Barolo, (CN)
Impresa di costruzioni: Busca Fratelli Germano e Marino, Diano d’Alba, (CN)
Direzione lavori: arch. Ugo Dellapiana, arch. Paolo, Torino
Progetto struttura: Ing. Paolo Minuto, Alba (CN)
Progetto impianti: ing. Edoardo Rivetti, Alba (CN)
Fotografi e: Fiorenzo Calosso

superfi cie lotto: 6742,01mq
superfi cie costruita: 1472,00mq
volumetria costruita: 6624,00mc



04 mar 2013

CLEM7 Tunnel - Brisbane, Australia


Brisbane’s newest major infrastructure project – the CLEM7 – was officially opened last week. As the city's first major road tunnel, the opening saw a large amount of media attention, specifically focussed on a series of three distinctive canopy structures conceived by AECOM’s Design + Planning team for Brisbane City Counc